incontroarcellapadova2020Padova 2020 ringrazia tutti coloro che ieri sera hanno partecipato all’incontro pubblico di presentazione del progetto. Nella sala consiliare del quartiere nord, all’Arcella, a parlare del futuro della città, c’erano più di 50 “cittadini responsabili”, come li ha definiti il portavoce Fabio Salviato. Nel suo intervento di apertura, Salviato ha infatti sottolineato che “è ormai inaccettabile subire il futuro, è ora di riappropriarsene”.


Non a caso, l’ultimo libro di Marco Boschini, coordinatore dell’ Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi si intitola “Nessuno lo farà al posto tuo”, e racconta tante storie di buone pratiche e buona politica che vedono protagonisti cittadini che hanno imboccato la strada del cambiamento, a partire da esperienze di comunità e di partecipazione.

 

Se gli esempi ci sono, in Italia in Europa e nel mondo, vuol dire che si può -anzi, si deve- iniziare a sperimentare questi progetti di creatività e innovazione anche in una città di medie dimensioni come Padova. Tanti gli esempi citati da Salviato e da Francesco Fiore, anche lui portavoce del progetto. Tante le idee posate sul tavolo, da approfondire attraverso momenti di studio e confronto, come, ad esempio, gli incontri dei gruppi tematici di Padova 2020 che da due mesi sono al lavoro per scrivere un programma di governo della città in maniera partecipata, partendo dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e dalle loro idee.

 

A questi ultimi è stata dedicata la seconda parte della serata di ieri, in cui molte proposte sono state espresse dai partecipanti: creazione di centri di aggregazione per anziani, orti sociali, trasformazione di vecchi capannoni industriali in disuso in locali per giovani, riqualificazione di aree verdi, implementazione di impianti sportivi, potenziamento della biblioteca comunale (quella con maggior numero di prestiti in città: 20.000 l’anno).
Molti gli spunti interessanti su cui ragionare da qui ai prossimi mesi, quando il programma sarà finalmente messo a punto e presentato pubblicamente.
Nel frattempo continueremo a costruire: costruire senso di comunità, fiducia nel futuro, relazioni sociali. Nonché la strada che ci condurrà verso un nuovo modello di sviluppo, che speriamo possa essere più equo e sostenibile, per tutti.

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