Il risparmio energetico negli edifici inciderà molto sulla quota di risparmio di CO2 che l’Italia si è impegnata raggiungere firmando la Direttiva Europea ‘20 20 20’, dove gli obiettivi sottoscritti sono vincolanti, pena sanzioni. Il Piano Energetico Regionale, che definisce la quota parte degli obiettivi nazionali che saranno a carico del Veneto, sarà approvato nel 2011 e prevedrà obiettivi precisi da raggiungere anche per Padova.
Misure di stimolo al risparmio energetico negli edifici diventano così improrogabili, sia per tener fede agli impegni presi, sia per creare un nuovo volano per il settore edilizio basato sulla riconversione energetica del parco immobili esistente e non sulla cementificazione di nuovo territorio.
La certificazione Energetica degli edifici (residenziali, commerciali e industriali) va resa obbliga-toria. Le eventuali future tasse ‘federaliste’ comunali sugli immobili andranno modulate tenendo conto della classe energetica dell’edificio (così come, giustamente, il bollo auto dipende dalla categoria Euro I-V dell’automobile). Parimenti anche la tassa sui rifiuti dovrà anche tenere conto della classe energetica dell’edificio. Si dovrà infine istituire un albo comunale dei certificato-ri energetici che dia più garanzia all’acquirente; oggi il certificatore energetico è pagato dal co-struttore/venditore, con scarse garanzie di indipendenza da parte del compratore.
A Padova serve un piano edilizio comunale che, prima di altri comuni di pari dimensioni e comunque molto prima del 2020, conceda nuove autorizzazioni edilizie solo per edifici in Classe A o superiori. In questo modo viene incoraggiata l’innovazione tecnologica e la modernizzazione delle nostre imprese che così saranno chiamate a lavorare anche nel resto d’Italia. Le teorie economiche dimostrano infatti che sono le condizioni del territorio a fare da stimolo all’innovazione e che possono creare un vantaggio competitivo.
Per finire va implementato a Padova il programma “Stop al consumo di territorio” che richiederà come alternativa un Piano Casa per la riconversione energetica degli edifici e delle aree già edificate. Questa misura è tutt’altro che una misura anti-sviluppo come qualcuno (per interesse) sostiene; al contrario si tratta di una misura che favorisce un’edilizia ad alta intensità di lavoro e a bassa intensità di capitale che favorirà le innumerevoli piccole e medie imprese edili e impiantistiche della nostra città a discapito degli speculatori edili.
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