Per troppo tempo la questione rifiuti a Padova è stata vissuta come un servizio a costo sui cittadini: raccolgo rifiuti e li smaltisco all’inceneritore. La produzione di rifiuti è sempre aumentata nel corso degli ultimi decenni a braccetto con il PIL. L’attuale crisi economica, che è crisi del modello “consumistico”, ha messo a nudo la necessità di rivedere sia il sistema di produzione di beni, sia il sistema di recupero dei rifiuti. L’Italia è un paese che non possiede grandi riserve di materie prime, per questo non recuperare materiali dai rifiuti è uno spreco che non ci possiamo oggi permettere.

Inoltre, in una grave crisi occupazionale come quella attuale, le nuove filiere produttive del recupero, riciclo e riutilizzo sono considerate fattori di rilancio economico e in grado di generare ricadute occupazionali ben più significative rispetto alle attuali modalità di smaltimento dei rifiuti in discarica o per mezzo degli inceneritori.

Proposte

Serve un cambio di mentalità per passare dal concetto di RIFIUTO a quello di RISORSA. L’obiettivo è quello della riduzione dei rifiuti prodotti, ovvero dei rifiuti avviati a smaltimento. Servono politiche su scala locale per ridurre la produzione, mediante accordi di programma con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e servono azioni volte a recuperare i rifiuti, oggi avviati all'incenerimento, per destinarli il più possibile al recupero di materia in impianti dedicati che diano maggiore occupazione e possano produrre materiali da re-immettere nel ciclo industriale. Tali obiettivi possono essere raggiunti mediante:

- DIFFUSIONE DEL SISTEMA DI RACCOLTA PORTA A PORTA con obiettivo di Raccolta Differenziata almeno al 75% entro il 2019. Il sistema già avviato in parte dei quartieri a Est e Sud della città va progressivamente diffuso in tutta la città, rispettando le peculiarità strutturali delle tipologie insediative. Il PORTA A PORTA è l’unico strumento di responsabilizzazione sulla propria produzione di rifiuti e di conseguenza sui modi di acquisto, consumo e stili di vita. Il sistema di raccolta domiciliare dovrà essere affiancato a un maggior numero di Ecocentri.

- PASSAGGIO A TARIFFA PUNTUALE A PESO/SVUOTAMENTO secondo il principio di “chi più produce, più paga”, riequilibrando gli effetti tra le utenze domestiche e le utenze produttive.

- SCORPORO DELLA GESTIONE DELLA RACCOLTA DA QUELLO DELLO SMALTIMENTO RIFIUTI in modo da spostare il flusso dei rifiuti urbani dall’inceneritore ad attività di recupero dei materiali (RAEE, ingombranti, spazzamento, plastica, vetro, lattine, carta, ecc.) per favorire il lavoro a km0 su recupero dei materiali e rendere NON indispensabili tutte le III attuali linee dell’inceneritore di S. Lazzaro, puntando alla richiesta politica (tenuto conto che l’attuale proprietà è HERA) di chiusura progressiva delle due vecchie linee di incenerimento. No al teleriscaldamento sulle vecchie linee, che si prevede di chiudere, si al teleriscaldamento dalla III linea.

- Grazie allo scorporo tra raccolta e smaltimento, promuovere nuove filiere economiche per il recupero, il riutilizzo, il riciclo dei materiali, facendo del rifiuto una risorsa in grado di rigenerare l’intero tessuto produttivo locale, con l’obiettivo di generare occupazione. La filiera del recupero e del riciclo è tipicamente una filiera ad alta intensità di manodopera.

- UN PIANO PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI IN 10 MOSSE:

1. Ecovolontari - per un’informazione diffusa e continua sulla riduzione-riutilizzo dei rifiuti;

2. Raccolta rifiuti domiciliare;

3. Last Minute Market e pratica del “Buon Samaritano” – contro lo spreco di cibo e per il recupero delle derrate alimentari;

4. Ecofeste ed Ecosagre;

5. Ecoacquisti – riduci gli imballaggi, compra imballaggi riciclabili;

6. Interventi di riduzione dei rifiuti e riciclaggio per i grandi produttori – un piano rifiuti per Università, Ospedale, Ristorazione, ecc.;

7. Risparmio e riuso la carta – raccolte ad hoc per dare più valore alla carta;

8. Imbrocchiamola (l’acqua) – no allo spreco di plastica;

9. Lunga vita ai beni durevoli – mercatini dell’usato prima di accedere alle riciclerie;

10. Incentivazione del compostaggio domestico – ridurre la produzione di rifiuto biodegradabile.

- ATTIVAZIONE DI UN OSSERVATORIO SULL'INCENERITORE E LABORATORIO BUONE PRATICHE SU RIDUZIONE E RECUPERO rivalutando l’attuale osservatorio del CdQ3 (che andrà a sparire) con un osservatorio-laboratorio a scala Comunale in grado di dare una corretta informazione sull’attività e impatto dell’inceneritore di S. Lazzaro e di raccogliere e mettere in pratica esperienze di buone pratiche sulla gestione dei rifiuti.

Benefici

- Riduzione della produzione di rifiuti.

- Aumento dell’occupazione nel settore del recupero dei materiali.

- Riduzione dell’impatto ambientale e sanitario dell’inceneritore.

- Ridistribuire la Tariffa sui rifiuti secondo il principio di chi più produce più paga, su basi di efficienza ed efficacia del servizio.

Esempi

Porta a porta e tariffazione puntuale sono applicate già da diversi anni con successo dal Consorzio Priula (TV) e dal Consorzio Padova-Sud (PD).

Numerose sono le esperienze di riduzione rifiuti: Provincia di Firenze, progetto NO.WA (No Waste), Comune di Trento

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