Dare una funzione precisa ai luoghi della cultura
È necessario favorire la crescita del sentimento di appartenenza alla città come bene condiviso.
I cittadini saranno i protagonisti, i guardiani e i promotori della propria città e della sua vita se saranno consapevoli della propria appartenenza alla storia, alla cultura letteraria, filosofica, scientifica, visiva, musicale, a tutte le attività che informano il paesaggio urbano e l’immagine di Padova.
Padova possiede un prezioso potenziale culturale inespresso, un tessuto organico in grado di esercitare un ruolo di motore di innovazione e sviluppo.
Le iniziative culturali che attualmente 'passano' in città (mostre, concerti, rappresentazioni, festival) restano eventi isolati, estemporanei, spesso vetrina di interessi particolari. Il piano progettuale a lungo termine, all'interno del quale vanno invece reinseriti i tempi e i contenuti della cultura cittadina, implica una pianificazione funzionale dei suoi luoghi. Vivere la cultura come bene comune significa dunque ripensare strategicamente i luoghi, a partire dal rapporto Centro-Periferie: tutte le piazze, i locali e i luoghi pubblici devono essere considerati quali snodi di una fertile rete di iniziative che coinvolgano l'intero territorio comunale.
Proposte:
1) Realizzare il censimento dei luoghi, delle opere, delle iniziative, delle attività e degli eventi culturali.
2) Promuovere la cultura come bene comune attraverso la qualificazione dei luoghi deputati ad essa e di quelli che hanno perso la loro funzione originaria: è indispensabile attribuire una funzione specifica, permanente e riconoscibile ai luoghi “culturali”. Tra le priorità più urgenti: definire le funzioni del Castello Carrarese, dell’Ex Macello di via Cornaro, del Centro culturale Altinate/ San Gaetano, dell'Ex Configliachi in via Guido Reni, dell'area del Piazzale Azzurri d'Italia, dell'Ex Foro Boario in Prato della Valle e dell'Ex Foro Boario di Corso Australia.
3) Parallelamente all’eventuale realizzazione del nuovo ospedale, è indispensabile definire le nuove destinazioni funzionali degli edifici e della vasta area dell'attuale Ospedale civile il cui valore storico e architettonico va restituito alla cittadinanza, grazie all'attuazione di una consistente parte dell'anello verde previsto dal piano urbanistico di Luigi Piccinato.
4) Promuovere la gestione degli edifici abbandonati da parte di associazioni che producono cultura, per non dissipare strutture altrimenti destinate al degrado, grazie a formule quali l’affitto calmierato, la concessione in cambio della manutenzione.
5) Istituire il distretto dei creativi: individuare aree dequalificate da destinare alla realizzazione di spazi di co-working in cui vengano messe in relazione le varie competenze del mondo del lavoro e dell’Università. L'area del Ex macello di via Cornaro e dei vicini Bastioni veneziani può essere predisposta a luogo di accoglienza (residenze, laboratori e spazi espositivi da destinare a operatori attivi nelle arti visive, musicali, teatrali, coreutiche).
La prossimità agli istituti universitari ne farebbe motore di riqualificazione dell'intera zona Portello-Stanga.
Benefici:
Questa proposta, oltre che valorizzare il patrimonio esistente e riqualificare ampie zone destinate altrimenti al degrado, risponde alle richieste di spazi adeguati a favorire le attività delle associazioni, l’incontro e la socializzazione, anche di coloro che sono esclusi dall’attività produttiva: bambini, anziani, giovani, coinvolgendoli nella progettazione dell'ambiente urbano, (per esempio attraverso concorsi, rivolti agli alunni delle scuole e agli studenti universitari, che abbiano come oggetto l'assetto urbano e l'arredo dei luoghi pubblici).
Il co-working mette in relazione diverse competenze e professionalità.


