Negli ultimi 20 anni anche a Padova, in linea con la stessa tendenza a livello nazionale, c’è stato un progressivo e indiscriminato smantellamento del sistema integrato di welfare locale che ha danneggiato gravemente lo sviluppo del benessere personale, sociale ed economico della popolazione.

I tagli alla spesa sociale penalizzano altresì le fasce più povere e disagiate della popolazione e le persone che si trovano nella difficoltà/impossibilità anche temporanea di soddisfare i bisogni/diritti umani fondamentali (quali alimentazione, casa, istruzione, assistenza e cura), contribuendo alla loro emarginazione ed esclusione sociale anziché sostenere le loro capacità e risorse per l'autonomia e l'esercizio dei diritti/doveri di cittadinanza attiva. La condizione sociale attuale dei nostri cittadini, aggravata dalla crisi economica, non ha più la capacità di sopportare ulteriori tagli. Il terzo settore, inoltre, è storicamente il comparto che meglio ha saputo ‘fare di più con meno’ e per questo va valorizzato e non smantellato.

Proposte:

Cessare i tagli indiscriminati ai bilanci per gli interventi e i servizi sociali integrati.

Rispettare a pieno gli impegni assunti dai piani di zona e dal piano socio-sanitario regionale.

Prevedere nel bilancio di previsione dei servizi sociali e socio sanitari integrati e del Terzo settore risorse adeguate a rispondere ai bisogni/diritti dei soggetti deboli cosi come previsto dai livelli essenziali di assistenza, dalle normative nazionali e regionali e da quanto approvato dal Consiglio Regionale e dalle Conferenze dei sindaci nei documenti di pianificazione locale (piani di zona e PSSR).

Contrastare gli sprechi e l’impiego inadeguato di risorse pubbliche che non siano indirizzate direttamente al benessere delle persone in generale e con particolare attenzione a quelle più vulnerabili.

Dare priorità alle persone con disabilità e ai bambini delle famiglie a basso reddito.

Supportare il ruolo di cura, educazione ed assistenza svolto dalle famiglie. L’amministrazione comunale deve prendere l’iniziativa nei confronti delle categorie produttive per sensibilizzare e concordare misure concrete per favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro per famiglie con figli piccoli o con anziani a carico, come un più facile utilizzo del part-time e di orari di lavoro flessibile.

Tra le misure per ‘fare di più con meno’, condividere e rendere trasparenti le risorse per i servizi sociali con particolare attenzione alla trasparenza sulle modalità di distribuzione delle risorse operative e di monitoraggio e valutazione qualitativa e quantitativa dei risultati conseguiti.

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