Oggi Consultori, Centri sociali territoriali, medici di base e servizi scolastici lavorano in maniera scollegata su territori non omogenei tra loro (pur essendo servizi pubblici territoriali), con modalità e competenze che spesso si sovrappongono creando confusione nell'utenza e spreco di risorse nell'attribuzione dei compiti.

Spesso i bisogni per i quali la cittadini si rivolgono a questi servizi necessitano di una presa in carico complessiva e di una maggiore integrazione tra essi. Il cittadino/utente molte volte si sente sperduto e rimpallato tra differenti uffici anche distanti geograficamente, cosa che crea problemi soprattutto alle fasce di popolazione più anziane e magari non automunite e moltiplica i rischi di errori e di perdita di dati.

Proposte

In collaborazione con la ULSS 16 lavorare per la costituzione di Case della Salute e del Benessere di quartiere, centri servizi integrati per una razionalizzazione della spesa e un più ordinato ed efficace servizio al cittadino/utente. Le Case del Benessere fornendo in maniera integrata servizi sia sociali che sanitari consentono una erogazione complessiva di servizi per il Benessere del cittadino.

Per raggiungere tale obiettivo va ripreso e accelerato il percorso che va in questa direzione di integrazione socio sanitaria già avviato con l'ULSS.

Questo progetto laddove in alcuni quartieri non siano già disponibili strutture idonee può interessare spazi pubblici oggi inutilizzati o altri spazi abbandonati da acquisire (per esempio l’ex Configliachi all’Arcella).

La copertura finanziaria per farlo deriva dal valore immobiliare degli spazi abbandonati che è crollato sul mercato (oggi costano molto meno di una volta e l’opera di riqualificazione può dunque anche rivelarsi un affare economico per il Comune) e dalla cessazione del pagamento del canone di affitto per una serie di centri delocalizzati che verrebbero trasferiti nelle Case della Salute di quartiere.

In tali strutture vanno previsti:

- sportelli territoriali con un'unica segreteria che si occupano dei bisogni di base socio-sanitari (medici, psicologici, servizi sociali, educativi, scolastici e sanitari di base);

- formazione sanitaria di base alle Assistenti Sociali;

- adeguato numero di operatori in percentuale alla popolazione di afferenza al servizio, possibile coi risparmi di spesa dovuti agli accorpamenti che limitano ad esempio sovrapposizioni di progettualità parallele;

- presenza di mediatori per l'afferenza di cittadini non italiani che rendono più efficiente e perciò meno costosa l’erogazione dei servizi;

- gestione informatica di una ‘scheda del benessere’ per ogni cittadino, che comprenda tutta la sua storia sia sanitaria che di utenti di servizi sociali in un’ottica di benessere complessivo dell’utente e di maggior efficienza (e dunque minor costo) nell’erogazione dei servizi;

- la "scheda del benessere" consente di introdurre il servizio della telemedicina preventiva in cui un call center avente a disposizione la scheda del cittadino verifica lo stato di salute quotidiana per certe fasce di popolazione o in certi periodi dell’anno, i farmaci assunti, eventuali problemi di deambulazione, alimentazione, programmazione esami, valutazione degli esami etc. (tutto questo con particolare riferimento agli anziani che vivono da soli);

- le Case della Salute e del Benessere in quanto presidi territoriali sono la struttura su cui basare servizi di medicina di prossimità con particolare riferimenti agli anziani e alle famiglie con disabili;

- inserimento di centri di "pronto soccorso" per tutte le casistiche meno gravi come i codici bianchi, rimandando al pronto soccorso ospedaliero solo per i casi più gravi;

- potenziamento dei consultori, in accordo con la Regione e la ULSS 16;

- contratti con cassintegrati e disoccupati che prestino servizio nel campo dell’assistenza e accompagnamento degli anziani o dei disabili e in altre attività sociosanitarie previste;

- corsi di formazione per i cittadini sugli stili di vita, sia dal punto di vista sanitario che sociale in un’ottica di educazione al benessere e per combattere le dipendenze da droghe e alcool soprattutto sui minori e le nuove dipendenze come quella delle slot machine dei giochi d’azzardo, assieme alla prevenzione di obesità, malattie sessualmente trasmissibili (fenomeno in aumento nei giovani), educazione sessuale e prevenzione delle maternità nelle minorenni;

- sportello di ascolto per la prevenzione della violenza sulle donne e dello stalking.

Benefici

- Razionalizzazione della spesa, taglio agli sprechi e alle duplicazioni.

- Semplificazione, maggior facilità di relazione tra le strutture sociosanitarie e i cittadini/utenti.

- Il cittadino ha sul territorio centri facilmente raggiungibili che si prendono carico del suo benessere complessivo in un approccio integrato e in ottica di prevenzione.

Esempi

- ULSS 4 Alto Vicentino.

- Piani della salute (evoluzione dei piani di zona) della Regione Emilia-Romagna.

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