Questa settimana viene messa a fuoco la vicenda molto significativa del Centro Congressi di Padovafiere, dove la società francese Gl Events possiede lo 80%, con il restante 20% al settore pubblico (Comune, Provincia, Camera di Commercio). La crisi economica e un calo drammatico delle entrate, che ha portato ad un deficit di 1,7 milioni, ha comportato una situazione di stallo tra il settore pubblico e quello privato di Padovafiere, entrambi nella situazione di avere necessità di capitali per fare investimenti e rilanciare il turismo congressuale a Padova. La notizia è in testa alla voce Urbanistica. Questa importante vicenda cittadina pone molti spunti di riflessione sulla prassi di affidare ai privati importanti settori economici di riferimento per tutto il territorio.
Cronaca Locale
Urbanistica
-->il Gazzettino di Padova 17 luglio 2015. Padova. -> Sul Centro Congressi la guerra dello sconto. A un anno dalla firma del contratto con le imprese il cantiere non è ancora partito. I francesi di Padovafiere chiedono una diminuzione del canone per concedere l'area. L'opera che sarebbe capace di battezzare un nuovo brand di Padova dopo quello legato alle cupole del Santo e alla mano di Giotto, lanciandola come polo veneto del turismo congressuale, langue in una guerra sotterranea tra i soci pubblici, Comune, Provincia e Camera di Commercio che lo finanziano, e Gl Events, il grande Gruppo francese, numero uno al mondo per l'organizzazione di convention, che dal 2006 ha le "chiavi" di Padovafiere. I francesi hanno l'80 per cento delle azioni di Padovafiere spa mentre l'altro 20 è in mano ai soci pubblici riuniti nella società Fiera Immobiliare spa, che mette i soldi per costruire il centro congressi. Malgrado i solleciti del presidente di Fiera Immobiliare, Massimiliano Pellizzari, che all'inizio di luglio, dopo l'ennesimo termine disatteso ha scritto una lettera ai gestori, l'area è ancora in mano loro. Perché? «In cambio vogliono la diminuzione del canone di affitto della fiera» sentenzia Pellizzari. I francesi di Gl Events quando nel 2005 hanno "comprato" la gestione della fiera (mentre i muri sono rimasti proprietà del Comune) hanno speso molto: 16 milioni subito, più denari a fondo perduto e per le manutenzioni: in totale 25 milioni di euro. La crisi ha però tagliato loro le gambe convincendoli a non investire. La fiera ha perso progressivamente fatturato (dai 22 milioni del 2007 ai 10,7 dell'anno scorso). Alcune fiere sono sparite, altre sono in bilico, come ExpoBici e Auto e moto d'epoca. I soci pubblici, che vedono calare l'appeal di Padova sul mercato, hanno chiesto ragione. I francesi hanno rilanciato con un nuovo piano industriale ma in cambio hanno chiesto un calo dell'affitto da 1,7 milioni di euro a 960mila nel 2015, poi 600mila nel 2016 e 500mila nel 2017, mettendo questa condizione come indifferibile per il rilancio. Peccato che quei soldi servano ai soci pubblici per pagarsi il mutuo sui nuovi capannoni.
-->Il Gazzettino di Padova 17 luglio 2017. Padova. --> "Guerra" tra fiere, il tribunale conferma il via libera a Verona. CosmoBike Show si terrà regolarmente a Veronafiere da venerdì 11 a lunedì 14 settembre 2015. Lo ha deciso, in via definitiva, il Tribunale ordinario di Venezia, sezione specializzata in materia d'impresa, dopo aver esaminato il reclamo presentato da Padovafiere.
--> Corrirere del Veneto 15 luglio 2015. --> Grìgoletto: nuovo parcheggio in via Corrado «Stiamo valutando di realizzare un grande parcheggio a servizio dell'Azienda Ospedalicra, con 800-1.200 posti auto, nell'area di via Corrado dove si trovano alcuni uffici e impianti di AcegasAps». A dirlo, ieri durante un video-forum ai Mattino di Padova, è stato l'assessore comunale alla Mobilità Stefano Grigoletto. L'esponente di Forza Italia, poi ha annunciato che il Comune sta studiando l'ipotesi di disattivare anche i varchi Ztl un'ora prima, alle 19».
-->il Mattino 14 luglio 2015. Padova. --> «Ospedale, nuovo park nell`area di via Corrado». Intervista a Stefano Grigoletto. Un nuovo park per gli ospedali. Fino a 1.200 posti nel sito oggi di AcegasAps: entro l'estate la convenzione Arco di Giano, da Roma 7 milioni. Rotatoria alla Stanga? «Funzionerà». <<Domanda: Padova è tra le città più inquinate d'Italia. Cosa ha intenzione di fare? Risposta: I blocchi del traffico sono soluzioni anacronistiche e anche dannose. Specchi per le allodole per accontentare qualche associazione ambientalista. Ma la battaglia ideologica contro l'auto non serve: anzi si va sempre più verso mezzi ecologici, elettrici o ibridi>> [Nota di Padova2020: la risposta di Stefano Grigoletto, per quanto breve, merita di essere considerata in tutti i suoi elementi e argomenti: "I blocchi del traffico sono soluzioni anacronistiche e anche dannose. Specchi per le allodole per accontentare qualche associazione ambientalista. Ma la battaglia ideologica contro l'auto non serve: anzi si va sempre più verso mezzi ecologici, elettrici o ibridi". Per quanto lodevole sia la proiezione verso il futuro dell'assessore Grigoletto nel quale vede auto ecologiche ibride o elettriche, va fatto notare che questa miglioria riguarda eventualmente solo lo scappamento delle macchine. Non riguarda l'emissione di particelle sottili, e soprattutto non riguarda l'ingombro di vie cittadine, tangenziali, parcheggi, quartieri. Per far posto alle macchine, siano esse anche in un lontano futuro ibride o elettriche, bisogna costruire imponenti infrastrutture dentro la città e nelle ex aree verdi periferiche. Si tratta di costruire una città e periferai "per le auto" e non per i loro abitanti.].
-->Il Gazzettino di Padova 14 luglio 2015. Padova. --> IOV. Più posti auto e parco libero dalle vetture. Via libera della giunta al nuovo parcheggio dello IOV. Con una delibera ad hoc presentata dal sindaco Massimo Bitonci, il Comune ha autorizzato l'Istituto Oncologico Veneto a realizzare una nuova area di sosta tra via Nazareth e via Gattamelata. Area che passa da una destinazione d'uso "verde pubblico e attrezzato" a "area per servizi pubblici di quartiere - parcheggi". Le aree interessate dalla modifica sono in parte di proprietà comunale ed in parte private, per cui sarà necessario, a spese dello stesso IOV, acquisire questi terreni.
-->Il Mattino 17 luglio 2015. Padova. --> Nuovo park Iov, tutti contrari. I residenti di via Nazareth pronti a marciare sul municipio. No all'esproprio. Un'assemblea affollatissima per dire no al parcheggio in via Nazareth, con tanto di esproprio di un'area privata per garantire il posto ai dipendenti dell'Istituto oncologico veneto. Nel mirino, oltre al sindaco Massim Bitonci, c'è l'assessore Stefano Grigoletto: «Abbiamo seguito il videoforum del Mattino con grande interesse e quello che emerge è che l'assessore chiede gravi sacrifici al rione. Ci facciamo già carico della sede della Croce verde, dell'eliporto, siamo il bacino dell'Ospedale, dunque non siamo insensibili, nessuno di noi si sogna di nega re un posto a un malato dello IOV, ma qui parliamo del personale. Peggio, temiamo sia una scusa per cementificare dando il via al altre operazioni, oltre il parcheggio che divorerebbe i nostri 1.675 metri di giardino».
-->Il Gazzettino di Padova 18 luglio 2015. Padova. --> Grigoletto: «Park dello Iov deciso dal sindaco e dai vertici delle Asl». Stefano Grigoletto interviene sulla polemica che sta accompagnando la realizzazione del nuovo parcheggio dell'Istituto oncologico véneto. «Il parcheggio fornisce circa 130 posti auto necessari per i malati oncologici. La sua realizzazione è stata decisa, concordemente, dal sindaco, dal commissario dell'Istituto Oncologico Veneto Domenico Mantoan, dal direttore generale dell'Azienda ospedallera Claudio Darlo, dal direttore generale dell'Ulss 16 Urbano Brazzale - spiega l'assessore alla Mobilità. II parcheggio di via Corrado, invece, potrebbe essere utilizzato dal personale dipendente dell'ospedale e dello lov. L'area su cui si realizzerà il parcheggio in via Nazareth è di proprietà comunale, la sua realizzazione è stata finanziata da privati e faceva parte degli oneri per la costruzione di un condominio».
Ambiente
-->Il Gazzettino 14 luglio 2015. Venezia. --> Tornado nella riviera del Brenta. La Regione stanzia altri 3 milioni. Oggi il confronto tra gli amministratori locali dei Comuni colpiti. Atteso il decreto per la calamità. Tornado, 200 milioni di danni Zaia assicura: no a nuove tasse. Danni, i sindaci raddoppiano le stime: 200 milioni.
-->Il Gazzettino di padova 17 luglio 2015. Padova. --> «Da quasi un mese a Padova vengono sforati i limiti dell'ozono e il Comune non fa nulla». Ad andare all'attacco è Legambiente. «In città siamo arrivati a 28 giorni di superamento del limite dell'ozono - polemizza Lucio Passi, portavoce dell'associazione ambientalista - il numero di giorni di superamento del limite dell'ozono ammesso dalla legge è di 25 all'anno. Quest'anno il limite è stato sforato il 13 luglio e davanti abbiamo ancora buona parte dell'estate. Una circostanza che inquieta non poco». [Nota di Padova2020: vedi le dichiarazioni dell'assessore Grigoletto critiche nei confronti di chi si oppone in modo "ideologico" al traffico automobilistico, alla voce urbanistica, articolo "Intervista a Stefano Grigoletto"].
-->Il Gazzettino di Padova 17 luglio 2015. Vigonza. --> Il baby orto di Vigonza, attivo da un anno, è un progetto didattico con l'obiettivo di avvicinare i più piccoli alla passione per la campagna, insegnando loro a coltivare e raccogliere i frutti del loro lavoro. Ad ogni bambino è assegnato un riquadro di terra da coltivare. I bambini che coltivano il baby-orto sono stati coinvolti nel Laboratorio "Frutta e Gelato". È una iniziativa che coinvolge i bambini del baby orto di via della Costituzione a Vigonza, nata dall'idea di un gelatiere di Vigonza, dell'associazione Sbandiu e in collaborazione con Etra. Ogni venerdì i bambini che coltivano l'orto ricevono borse di frutta fresca, la sbucciano e la tagliano a pezzetti, poi vanno in gelateria e preparano il gelato.
Profughi
-->il Gazzettino di Padova 17 luglio 2015. --> Massimiliano Pellizzari in delegazione dal viceprefetto Sallusto: «Martedì manifestazione a palazzo Santo Stefano», sede della Prefettura. [Nota di Padova2020: Massimiliano Pellizzari è presidente di Fiera Immobiliare che partecipa a Padovafiere, vedi articolo alla voce Urbanistica]. Pellizzari sottolinea di aver presentato al viceprefetto una lista di una ventina di siti demaniali dove potrebbero essere insediate delle tendopoli. «Si tratta di spazi sparsi nella provincia lontani dai centri abitati, la soluzione ottimale sono i campi profughi organizzati in nord Africa ma se qui devono stare almeno che non incidano sui centri abitati - continua il presidente - abbiamo ribadito a Sallusto che una soluzione si deve trovare, Padova è una città turistica a vocazione commerciale, non si possono mettere in così grande difficoltà le attività commerciali. Le leggi del mercato non le facciamo noi ma nemmeno la Prefettura». [Nota di Padova2020: Circa l'andamento del mercato, e nello specifico del mercato turistico e fieristico, vedi articolo di testa su Padovafiere e il Centro Congressi alla voce Urbanistica].
-->Il Gazzettino di Padova 17 luglio 2015. Este. --> Progetto di "lavoro volontario" per coinvolgere i 49 migranti. Al via a Este dalla prossima settimana il progetto di "lavoro volontario", voluto dall'amministrazione comunale per coinvolgere i 49 migranti ospitati nel territorio comunale. A dare l'annuncio, in occasione del consiglio di martedì scorso, è stato lo stesso sindaco Giancarlo Piva. I migranti ricambieranno l'ospitalità ricevuta eseguendo in piccoli gruppi lavori di pubblica utilità, ovviamente senza ricevere alcun compenso. Dei 49 richiedenti asilo ben 43 sono ancora sistemati all'Istituto saleslano Manfredini, in cui l'ospitalità è gestita dalla cooperativa Ecofficina di Battaglia. Bll altri 6 vivono ð un appartamento di proprietà della parrocchia del Duomo e sono seguiti dalla cooperativa Villaggio Globale di Mirano.
-->Il Gazzettino di Padova 19 luglio 2015 Monselice. --> Dopo che nei giorni scorsi il sindaco di Este Giancarlo Piva ha annunciato l'imminente avvio del progetto che vedrà i richiedenti asilo impegnati in piccoli lavori di utilità pubblica, il Partito Democratico monselicense insorge. Con una mozione presentata al consiglio comunale di Monselice il 12 maggio scorso, infatti, i consiglieri del Pd avevano chiesto un'analoga attivazione per i profughi alloggiati al Venetian Hostel di via Santo Stefano. Un'idea che era stata approvata a larga maggioranza, con il sindaco Francesco Lunghi disposto a riconoscere la bontà dell'idea. Il primo cittadino aveva infatti garantito il proprio impegno affinchè la proposta del Pd venisse attuata nei modi migliori e secondo quanto prescritto dalla legge. A più di due mesi da quella seduta del consiglio comunale, però, il progetto non è di fatto mai decollato.
-->Il Corriere del Veneto 17 luglio 2015. Padova. --> Parrocchie. Don Favarin: «Mille rifugiati? Ospitiamone due a parrocchia» «La quota assegnata dal Viminale alla nostra provincia è di circa un migliaio di profughi - aveva ricordato, sette giorni fa, il prefetto Patrizia Impresa -. Un profugo ogni mille abitanti. Oppure due profughi per Comune. Mi pare un rapporto assolutamente tollerabile». Un concetto che ieri è stato ripreso da don Luca Favarin, anima della cooperativa Percorso Vita, una delle tante realtà impegnate nell'accoglienza dei rifugiati: «Se tutti collaborassero, a partire dal sindaco del capoluogo Massimo Bitonci, questa cosiddetta emergenza sarebbe tranquillamente risolvibile. Ad esempio - ha osservato il sacerdote - sarebbe bellissimo se ognuno degli oltre cento Comuni padovani desse ospitalità ad un profugo. E se lo stesso facesse ognuna delle oltre trecento parrocchie della provincia. Purtroppo, invece, succede che pure qualche mio collega prete abbia una sorta di paura e addirittura non metta le sedie fuori dal patronato nel timore che si sieda qualche migrante. Sono segnali di una tristezza infinita».
-->Il Mattino 17 luglio 2015. Padova. --> Don Contarini: «Bella idea, ma i parroci non ci sono ovunque». «Sicuramente una bella idea e una proposta valida per aprire la discussione: spero, però, che arrivino meno risposte "di pancia". Ricordiamo si parla di persone che hanno bisogno». Cosi don Cesare Contarini, rettore dell'Istituto Barbarigo e animatore di una solidarietà silenziosa, che spesso coinvolge i suoi studenti. «La proposta di don Luca Favarin» commenta don Cesare «è molto bella in linea teorica. Poi bisogna considerare, caso per caso, dove è applicabile e dove no: bisogna tener conto, ad esempio, del fatto che alcune parrocchie sono più strutturate ed altre sono più fragili. Alcune sono prive di un parroco residente, altre sono state accorpate perché rimaste senza parroco: questi particolari possono creare problemi a livello gestionale. Poi ci sono anche parrocchie che, al contrario, hanno una buona struttura fatta di laici, associazioni di volontariato e centri Caritas».
-->Il Corriere di Verona 18 luglio 2015. Verona. --> Il modello Verona: piccoli gruppi, lavori e Comuni coinvolti. Verona, terra senza proteste «Piccoli gruppi, lavori socialmente utili svolti dai profughi e sindaci sempre coinvolti». E' l'unica provincia veneta dove non ci sono state tensioni. Il prefetto, il sindaco e l'assessore: «Ecco perché funziona».
-->Il Gazzettino 18 luglio 2015. Treviso. --> Avvenire d'Italia, organo ufficiale dei vescovi italiani. «Aizzare fuoco della protesta conduce in territori pericolosi», «Al Veneto serve un governatore non un attivista»: così il quotidiano dei vescovi ha criticato Zaia per essersi schierato con i residenti di Quinto di Treviso che protestavano contro l'arrivo di un centinaio di profughi nel loro residence. «Pare che il governatore del Veneto si senta ancora in campagna elettorale», ha scritto il giornale della Cei in un "Secondo noi", corsivo non firmato che esprime la linea della direzione. «Anche ieri non ha contribuito ad abbassare la tensione - anzi andando a solidarizzare con i cittadini di Quinto che sono arrivati a bruciare materassi per impedire l'arrivo di un gruppo profughi negli appartamenti sfitti di un residence». E ancora: «Gravi anche le sue recenti dichiarazioni: prima ha detto che non ha visto migranti che hanno sofferto fame e privazioni, ieri ha aggiunto che il governo sta africanizzando il Veneto. Tanto gravi da rendere inascoltabili alcune buone ragioni di dissenso, ovvero l'inadeguatezza di luoghi scelti in fretta e spesso senza badare al contesto». «Aizzare il fuoco della protesta può condurre in territori pericolosi - ha concluso il giornale dei vescovi - Non serve al Veneto questa ondata di intolleranza, Zaia sa essere responsabile: sia governatore, non attivista di partito». La replica di Zaia: «Mi spiace per Avvenire che è un giornale che rispetto e che solitamente dice un sacco di cose sensate - ha replicato il governatore Luca Zaia - Non stavolta, però, perché io non ho aizzato proprio niente e nessuno. Sono andato a Quinto in veste istituzionale, non conoscevo quelle famiglie e la prima cosa che ho detto è stata: ragazzi, non mettetevi nei casini. Mi spiace dirlo, ma queste cose succedono quando nei giornali scrivono gli articoli leggendo le agenzie».
-->il Gazzettino di Padova 19 luglio 2015. Eraclea. --> Protetsta di turisti e cittadini contro i migranti, al comizio di Salvini-Zaia. L'invito di Talon, sindaco di centrosimistra di Eraclea, è chiaro: «Lo Stato, e intendo il ministero dell'Interno, e la Regione devono adesso intervenire per dare una mano al prefetto Cuttaia a trovare degli immobili diversi da quelli del residence ad Eraclea Mare. Io un mese fa avevo fatto la mia parte ma adesso mi sento impotente». Talon ieri ha voluto essere presente alla visita di Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega. Alla fine gli ha anche stretto la mano. Il leader del Carroccio ha tenuto il suo comizio, assieme al governatore Luca Zaia, proprio davanti al residence dove alloggiano quei profughi che pochi giorni fa erano scesi in strada a protestare per le loro condizioni. «Questa è una violenza di Stato - ha sbottato - Mi auguro che anche a Eraclea succeda quello che è capitato a Quinto. È ora di finirla. Questi residence devono essere messi a disposizione degli italiani in difficoltà, non dei ciabattanti che rischiano di rovinare una stagione turistica».
Famiglia
-->Il Corriere del Veneto 17 luglio 2015. Padova. --> Il padre la maltratta. Lei lo smaschera citando nel tema Anna Karenina. Il padre finisce sotto processo. Si è aperto ieri mattina di fronte al tribunale Collegiale di Padova ed è stato subito rinviato, dopo la veloce testimonianza di un investigatore che ha raccontato la genesi dell'inchiesta, il processo nei confronti di un quarantenne marocchino accusato di maltrattamenti verso le figlie. L'uomo era stato scoperto dal genio letterario della più grande delle bambine che ha sfruttato l'incipit di un romanzo di Lev Tolstoj, il famosissimo Anna Karenina, per mandare un messaggio in codice al suo professore e lanciare un grido d'aiuto per l'orrore fatto di abusi e violenze a cui il padre la stava sottoponendo da tempo. «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo», aveva scritto nel suo tema una quattordicenne marocchina. Dalle indagini è venuto a galla il calvario che ha per protagonista un marito padre-padrone, con moglie e tré figlie, tutte vittime dell'uomo da almeno quattro anni.
Corruzione
Corriere del Veneto 17 luglio 2015. Montegrotto Terme e Abano Terme. --> Scarcerato l`assessore Marcolongo. Svela il sistema Claudio e patteggia. Si chiude con un anno e cinque mesi il primo episodio delle tangenti alle Terme. Con l'arresto di Marcolongo il sostituto procuratore Federica Baccaglini e gli uomini della Guardia di Finanza, comandati dal colonnello Luca Lettere, avevano fatto crollare il cosiddetto «sistema Claudio», la tangente del 10% sul valore degli appalti, pagata dagli imprenditori di Montegrotto e Abano per aggiudicarsi le gare e i lavori pubblici.
Sanità
--> Corriere del Veneto 15 luglio 2015. Padova. --> Allarme Aids, aumentano i casi nelle città venete. Il Nordest l'area più colpita dal virus. Da oggi test gratuiti al Pride Village di Padova. Solo a Padova l'incidenza è passata dagli 8,58 casi del 2013 agli 11,45 dell'anno successivo. In Italia, la maggior parte delle donne acquisisce infezioni da partner che non sapevano di essere positivi all'Hiv. La diagnosi arriva in media a 36 anni (contro i 25 del passato): la quota di persone che scopre la propria sieropositività in fase avanzata è aumentata, un quarto degli infetti non sa neppure di esserlo. «L'anno scorso, in poche sere, abbiamo eseguito circa 700 test commenta Foresta -. La divisione Malattie infettive dell'ospedale di Padova ne esegue circa 1.200 in un anno: le occasioni ci sono ma spesso manca la comunicazione, il nostro evento vuole essere l'anello di congiunzione con le istituzioni. E nei giorni successivi si potrà prenotare il test al numero verde 800100123».















































































