Continua il processo politico di chiusura della Città del Santo. Una serie di regolamenti amministrativi, iniziative comunali, manifestazioni davanti alla caserma Prandina, interventi sul profilo del sindaco su Facebook, iniziative politiche come la minaccia di dimissioni da ANCI, (Ass.Naz.Comuni Italiani, di cui è Presidente della Commissione Territorio e Ambiente), vedono protagonista il sindaco Massimo Bitonci. Inoltre sono stati sospesi i progetti «Far crescere Padova», «Esperienze lavorative over 50», «Mini-job giovanili» e «Padova lavoro» a causa di una richiesta di approfondimenti della Commissione europea sulle procedure di selezione che danno vantaggi ai residenti da più di 10 anni in città. Tutto questo in nome della logica "prima i padovani". Si viola il diritto internazionale, la moralità laica e cristiana, i regolamenti statali, i rapporti istituzionali, i flussi di lavoratori. Ma così si rischia anche di escludere la fondamentale priorità "prima i bambini, le donne, gli anziani", come previsto nel caso di una nave che affonda. Priorità che vede garantita l'uguaglianza di tutti gli esseri umani senza distinzioni di sesso, fede, nazione. Per quanto catastrofica si possa ritenere la situazione geopolitica, chiediamo al sindaco: imbarcati i "padovani" nelle scialuppe di salvataggio dove si pensa di sbarcare per cercare soccorso?
Cronaca Locale
Padova2020
-->Il Mattino 12 luglio 2015. Padova. --> «Il sindaco ci fa fare la figura della città più egoista ditalia» «Sono dalla parte del Prefetto. Entrambi sono pagati con i soldi del popolo, ma da una parte c'è chi sta lavorando per risolvere un'emergenza, e dall'altra chi fa lo sciacallo». II leader di Padova2020, Francesco Fiore, si schiera con il prefetto Patrizia Impresa. «Io mi sento di chiedere scusa ai padovani per quello a cui sto assistendo, e per l'immagine lesa della città a livello nazionale», ha proseguito il consigliere comunale, «e credo che con questa prova di forza da parte di Bitonci si sia definitivamente superato il limite. Tra l'altro, per scontrarsi con il Prefetto, ha firmato un'ordinanza inapplicabile perché non credo che vedremo mai i vigili contro i poliziotti. La sua è una polemica artificiale, che poi porta 200 persone alle fiaccolate e dieci davanti alla Prandina, di cui il 90% consiglieri comunali. Un po' pochini direi». Poi l'attacco frontale: «I moti popolari che nascono dai cittadini sono ben altri, hanno tutt'altra modalità e numeri, ma Bitonci neanche se ne accorge perché è troppo impegnato a farci fare la figura della città più egoista d'Italia».
-->Il Gazzettino di Padova 7 luglio 2015. --> Padova. Arcella. Ansa Borgomagno. «Basta cemento, salviamo il parco Fantasia». Quartieri. Già raccolte 900 firme contro l'area commerciale di 7mila mq. «Basta cemento, salviamo il parco Fantasia» Nasce "Rete Arcella Viva", un coordinamento di comitati civici, associazioni e gruppi che operano nel Quartiere 2, con l'obiettivo della salvaguardia del territorio e della promozione della qualità della vita. Aderiscono alla nuova organizzazione, che è stata presentata durante un incontro al parco Fantasia di via Ticino, le seguenti realtà: Angoli di Mondo, cooperativa Progetti Uomo, Caffè culturale di quartiere, Gruppo territoriale Padova 2020, Albero del Miele, Popoli Insieme, Osteria Fuori Porta, Amici dei Popoli, Singoli che vivono e lavorano nel quartiere 2, Piano T, e i comitati denominati Ansa Borgomagno, Vivere Bene San Bellino, Avanzo, Piazza San Carlo, Via Guicciardini, Via Duprè contro i parcheggi, Anima Critica e Miglio d'oro dell'Arcella. «Fra le priorità del coordinamento -sottolineano i portavoce Silvia Marcuz, Lucia Romagnoli e Marco Sangati- c'è la tutela del verde, evitando l'avanzare di nuovo cemento all'Arcella, e la valorizzazione di spazi che possano diventare punti d'incontro per gli abitanti, anche con il recupero di aree dismesse». Al proposito, Rete Arcella ha annunciato che nei prossimi giorni consegnerà all'amministrazione un documento corredato dalle firme di oltre 900 persone, contenente osservazioni sulla recente delibera del consiglio comunale che prevede la costruzione di un parco commerciale in via Ticino, ad Ansa Borgomagno, al posto dei 7mila metri quadrati del giardino Fantasia e degli spazi occupati da centro Pedro e coop Progetti uomo. «Vogliamo salvare il parco Fan tasia e chiediamo la revoca della delibera e l'apertura di un confronto attraverso pubbliche assemblee con i residenti, per valutare assieme come riqualificare l'ansa Borgomagno», concludono i cittadini.
Ambiente
-->Corriere del Veneto 9 luglio 2015. --> Riviera del Brenta. Tromba d`aria e caldo record: in Veneto 3 morti. Tromba d`aria devasta la Riviera; paesi distrutti, un morto e feriti gravi. Devastato il Veneziano. Colpi di calore fatali a un pescatore e un ciclista. E' morto un automobilista all'intemo della sua vettura travolta dal tornado. Trenta ricoverati, ma si cercano molti dispersi. Decine di case scoperchiate e danni alle ville venete. Cento sfollati. Giovane estratto vivo dalle macerie.
-->Il Gazzettino 10 luglio 2015. Venezia. --> Un tornado da 320 km all`ora. Detriti e lacrime, danni per decine di milioni. Zaia chiedo lo stato di calamità naturale a Renzi. Il Veneziano sconvolto dalla tromba d'aria più violenta della storia del Veneto: rasa al suolo un'area di 500 ettari Raffiche di vento fino a 320 km/h: la tromba d'aria più violenta della storia del Veneto. Claudio Favaretto, 63 anni, ha perso la vita nella sua auto sollevata come un fuscello e gettata a venti metri dalla sede stradale. La storica Villa Fini del 1600 rasa al suolo.
Profughi
-->Il Mattino 6 luglio 2015. Padova. --> Sinigaglia e Berno del PD: «Tendopoli colpa del Carroccio». I rappresentanti del Pd: il governatore Zaia non faccia il Pilato. «E ora abbiamo la tendopoli all'interno dell'ex caserma Prandina grazie al sindaco Bitonci e alla sua testardaggine, alla sua non disponibilità, al suo rifiuto di collaborare con il prefetto per cercare soluzioni all'attuale emergenza».
-->Corriere del Veneto 8 luglio 2015. Padova. --> Bitonci manifesta davanti alla caserma Prandina e sostiene: «Quando per incapacità di risolverlo un problema diventa emergenza continua tutto è consentito, compresa la violazione palese e arrogante di norme e regolamenti. Nell'ex caserma Prandina, sta accadendo esattamente questo: un'area degradata, su cui doveva sorgere un parcheggio, è diventata di colpo idonea per l'accoglienza dei clandestini (così Bitonci chiama i profughi) che governo e prefettura non sanno dove mettere». [Nota di Padova2020: il sindaco precisa che nella caserma Prandina: "...doveva sorgere un parcheggio"]
-->Corriere del Veneto 8 luglio 2015. Padova. Tendopoli alla Prandina, ok dell`Usl «Epidemie? Non c`è alcun pericolo». Ora ci sono 26 profughi, l'ispezione sanitaria voluta dal sindaco dà il via libera ad altri 34.
-->Il Gazzettino di Padova 10 luglio 2015. Padova. --> Dopo il tornado sul Brenta, Palazzo Moroni offre agli sfollati veneziani le case comunali invendute. Il sindaco Bitonci dichiara: «Per gli sfollati metterò a disposizione le case ma non certo per i clandestini o migranti economici, ragazzotti di 20 anni che arrivano nel nostro territorio e se guardate come passano le loro giornate stanno davanti ai negozi di telefonia per acquistarsi le schede -continua il primo cittadino- chiediamo anche agli altri Comuni vicini di fare lo stesso, di non abbandonare chi a pochi chilometri di distanza da casa nostra è stato colpito da un disastro imprevedibile». [Nota di Padova2020: concordiamo sul gesto di solidarietà del sindaco, ma non nella sua motivazione. Nella analisi antropologica del sindaco di Padova manca l'ipotesi che i "ragazzotti" vogliano comunicare con le proprie famiglie. Inoltre nel successivo commento dello 11 luglio, i “ragazzotti”, i profughi, aiutano i veneti colpiti dal disastro a sistemare le loro case]
-->Corriere del Veneto 11 luglio 2015. Padova. --> Profughi, Bitonci vieta i campeggi in città. «Ora la Prandina venga smantellata». L'obiettivo è quello di far smantellare la Prandina dopo che l'Usl l'ha dichiarata agibile. Il prefetto Patrizia Impresa ha dichiarato: «Io capisco bene che il sindaco abbia convinzioni ideologiche ma ritengo che, quando si è al governo di un grande capoluogo come Padova, la politica vada messa da parte e debba prevalere il senso di responsabilità».
-->Corriere del Veneto 11 luglio 2015. Venezia. --> I profughi sui tetti: «Noi accolti, ora ricambiamo». Circa quaranta richiedenti asilo si offrono come volontari per la ricostruzione dopo i disastri del tornado. Si asciugano la fronte al sole. La maggior parte di loro ha una maglietta arrotolata in testa, per coprirsi dai raggi più forti. Spostano mattoni enormi a grande velocità. Ricostruiscono. In molti casi svuotano quel che resta delle case sventrate, rase al suolo in pochi secondi come colpite da una bomba. Alle spalle di chi è rimasto in piedi dopo il passaggio del tornado in Riviera ci sono solo calcinacci e pezzi di lamiera. Davanti alle case distrutte ci sono pure loro, i migranti accolti nella «Casa don Gallo» e nella cooperativa «Percorso vita», ma anche dall'ostello «Casa a colori» di Giare. Una quarantina di richiedenti asilo, sparsi tra Mira e Dolo che si sono rimboccati le maniche per dare una mano, divisi in piccoli grappi. In via Carezzici ce ne sono almeno una decina. Lavorano veloci, come in una catena di montaggio uno accanto all'altro.
-->Corriere del Veneto 12 luglio 2015. Padova. --> Difesa del popolo, nodo accoglienza in primo piano. Critica alle parole «violente» sul social del sindaco. Mentre lo scontro tra palazzo Moroni e prefettura si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo, la vicenda dei profughi ospitati all'ex caserma Prandina approda sulla Difesa del popolo. Guglielmo Frezza, direttore del settimanale diocesano, dedica un editoriale alle «parole (violente) in libertà» che trapelano dai commenti sui social network, e in particolare sulla pagina Facebook del sindaco Massimo Bitonci: «È un fiume in piena di insulti, espressioni razziste, inviti alla violenza. Nulla di nuovo, ma molto su cui pensare».
-->Corriere del Veneto 12 luglio 2015. Padova. --> No al camping in città, Bitonci sfida il prefetto. Profughi, il sindaco firma il «decreto» anti caserma. Il Pd: «Ridicolo e fasullo» E' efficace? Per Umberto Vincenti, docente di diritto del Bò, «il campeggio suppone una qualificazione giuridica: l'escamotage può reggere, il grimaldello può entrare nella serratura. Ma l'ordinanza verrà subito impugnata dal prefetto, ed entro qualche giorno il Tar prenderà una decisione sulla richiesta di sospensiva: si gioca tutto in tempi molto rapidi».
-->Il Gazzettino di Padova 12 luglio 2015. Padova. --> Manzione sottosegretario agli Interni: «Nel 2014 la Regione Veneto, nell'ambito della Conferenza Stato-Regione ha aderito alle quote obbligatorie per l'accoglienza dei profughi, ora non si capisce perché non faccia la sua parte». Quanto all'ordinanza di sgombero del centro di accoglienza all'ex caserma Prandina il sottosegretario ha avuto parole piuttosto chiare. «La cosiddetta legge Puglia dice che i prefetti hanno la facoltà di individuare strutture straordinarie nel caso in cui ce ne sia la necessità».
Immigrati
-->IL Mattino 6 luglio 2015. Padova. --> Commissione Europea. Sospesi i progetti del Comune sul lavoro. Palazzo Moroni ha sospeso tutti i progetti sul lavoro avviati nei mesi scorsi, a causa di una richiesta di approfondimenti della Commissione europea sulle procedure di selezione che danno vantaggi ai residenti da più di 10 anni in città. I progetti sospesi sono «Far crescere Padova», «Esperienze lavorative over 50», «Mini-job giovanili» e «Padova lavoro».
-->Corriere del Veneto 9 luglio 2015. Padova. --> Infanzia La «padovanità» non serve. Negli asili ci sono posti liberi. A gennaio scorso, il consiglio di Palazzo Moroni ha approvato l'introduzione del criterio della «padovanità» per la stesura delle graduatorie negli asili nido comunali. Un parametro, voluto con forza dal sindaco Massimo Bitonci, che assegna più punti ai bimbi la cui famiglia risiede in città da almeno io anni. Adesso, però, si scopre come la nuova norma sia superflua. Per entrare nei 17 nido, sono pervenute 393 domande a fronte di 396 posti disponibili. Quindi, sulla carta, sarebbero state tutte accolte. In realtà, 70 sono state momentaneamente escluse. Ma, negli altri plessi, ci sono ancora 72 posti liberi.
-->Il Gazzettino di Padova 7 luglio 2015. --> Saonara. Successo in piazza di "Musiche dal mediterraneo al Medioriente". Ritmi internazionali per favorire lintegrazione. Il sindaco Stefan ha precisato: «Bisogna immaginare il nostro futuro senza confini. Premesso che le regole devono essere rispettate e non ammetto situazioni di degrado nel territorio che amministro, voglio comunque dire che la nostra colonia romena è formata da famiglie oneste, che lavorano e mandano i figli nelle nostre scuole. Insomma, c'è la volontà da parte nostra di creare situazioni di integrazione per migliorare la qualità della vita di tutti i residenti, a prescindere dalla nazione di provenienza».
-->Il Mattino 11 luglio 2015. Padova. --> Bivacco in corso Australia sgomberati 13 mendicanti. Intervento all'alba della polizia locale nei confronti di dieci rumeni e tre serbi. Sono stati allontanati dal sottoportico dell'ex pub "Coyote Ugly" e denunciati.
Cultura
-->Venerdì di Repubblica 10 luglio 2015. Padova. --> Cucina tradizionale? l’affitto è più basso. Per frenare la moda della cucina etnica e «salvare» i piatti italiani, il sindaco leghista Massimo Bitonci sta studiando «un regolamento ocf hoc che preveda incentivi per chi affitta locali a commercianti padovani o veneti». L'annuncio è arrivato via Facebook dopo la chiusura dell'ennesimo ristorante storico nel cuore della città.
Economia
-->Il Gazzettino di Padova 9 luglio 2015. Venezia. --> Gli imprenditori triveneti bocciano l`uscita dall'euro. Peghin della Fondazione Nord Est: «Ma l'Europa filo tedesca è inadeguata ed è ingabbiata da regole anti crescita». Solo il 4,5% degli imprenditori rivuole la lira. La maggioranza: più poteri a Bruxelles. Gli industriali del Nordest bocciano l'uscita dall'euro dell'Italia ma non fanno sconti alla Merkel. «La questione greca sta mettendo sempre più in evidenza l'inadeguatezza di un'Europa troppo filo-tedesca, ingabbiata su regole anticrescita», avverte Francesco Peghin, presidente della Fondazione che ha tra i suoi soci le Confindustrie e Camere di Commercio trivenete più le Regioni dell'area. Il 31,1% ritiene conveniente attribuire maggiori competenza all'Ue rispetto alle scelte che riguardano la spesa pubblica, mentre per il 17,7% questo porterebbe effetti negativi. La cessione di sovranità dell'Italia a favore dell'Ue in altre materie determinerebbe più svantaggi che vantaggi, in particolare nell'ambito della politica estera (27,8%) ma anche dell'immigrazione. A fronte di una ulteriore cessione di sovranità si chiede però una partecipazione più diretta dei cittadini alla vita delle istituzioni europee. E l'elezione diretta del presidente del Parlamento. Peghin boccia le sanzioni alla Russia: «Esagerate».
-->Corriere del Veneto 11 luglio 2015. --> Rovigo. Commercio. Rilancio del centro via agli incontri. La programmazione e la condivisione delle soluzioni per il rilancio dell'economia dei centri storici sarà il fulcro dell'incontro che il sindaco Massimo Bergamin convocherà per il 20 luglio con le associazioni di categoria dei commercianti.
-->Il Gazzettino di Padova 11 luglio 2015. --> Quattro Comuni insieme per rilanciare le attività locali con un contributo di 250mila euro. Prende corpo il Distretto del Commercio che vede assieme i Comuni di Selvazzano, Rubano, Mestrino e Veggiano con l'obiettivo di valorizzare i negozi di quartiere e di vicinato. Progetto che ha ottenuto un finanziamento regionale di 260mila euro e che è caratterizzato da due tipi di azioni che le amministrazioni intendono mettere in atto: la realizzazione di interventi pubblici su piazze su cui insistono attività commerciali e che hanno bisogno di essere sistemate e migliorate, e la compartecipazione con i negozianti a iniziative che attirino l'attenzione dei cittadini sulle attività commerciali del territorio.
Urbanistica
-->Il Mattino 6 luglio 2015. Padova. --> Abolita la consulta per la casa in Comune. È stata abolita martedì scorso, nell'ambito dell'individuazione degli organismi collegiali indispensabili, la consulta sulle politiche abitative, che raccoglieva sindacati, rappresentanti di inquilini e proprietari, su tutte le questioni attinenti le problematiche della casa. «Ancora una volta viene distrutto un organismo di confronto e di dialogo, in cui si condividevano decisioni importanti per i cittadini padovani - commenta il consigliere del Pd Enrico Beda- ancora ima volta il sindaco dice a parole di voler difendere i ceti più deboli, ma poi nei fatti dimostra esattamente il contrario». Della consulta, oltre all'assessore Alessandra Brunetti, facevano parte i dirigenti comunali, consiglieri, rappresentanti di associazioni, delle cooperative edilizie, della Pre fettura, dell'Ater e dell'Università. Un organismo che spesso era stato decisivo per risolvere situazioni emergenziali cercando delle soluzioni per le famiglie gravate da sfratti esecutivi. L'abolizione della consulta avviene subito dopo il ritiro delle deleghe sull'edilizia residenziale e sui Peep all'assessore Brunetti.
-->Corriere del Veneto 8 luglio 2015. Padova. --> L`esordio in giunta di Botton «Auto in stazione? Mia idea». Come amico di Bitonci contribuì al progetto di viabilità. Un esordio pesante. E' quello compiuto ieri, a distanza di una settimana esatta dalla sua nomina ad assessore, dal 54enne Paolo Botton, neodelegato all'Edilizia (Comunale, Monumentale, Scolastica, Residenziale e Peep), alle Manutenzioni e al Verde.
-->Il Gazzettino di Padova 8 luglio 2015. Mestrino. --> M5S chiede più orti sociali. Sulla mozione ok unanime.
Mobilità
-->Il Gazzettino di Padova 6 luglio 2015. --> Padova Centro. Bus, 900 firme per il ripristino della linea 2. Sono già 900 le firme raccolte all'interno di alcuni punti vendita dell'area piazze Frutti-Erbe e Duomo, per chiedere al Comune di ripristinare la linea 2 "bus dell'arte park Colli-Santo", eliminando i cambiamenti di tragitto apportati da Busitalia contemporaneamente all'entrata in vigore del nuovo orario estivo. «La sostituzione della corsa urbana della linea 2 "park Colli/Santo" con la linea urbana 9 "park Colli/Ippodromo" e viceversa, linea 9 piazza Toselli/Ippodromo con linea 2 "bus dell'arte" piazza Toselli/Santo, sta determinando una situazione di insostenibile disagio, poiché la mancanza di un collegamento diretto tra il parcheggio Colli, via Sono, il Duomo e le piazze del centro sta causando gravi difficoltà agli utenti e generando diffuso malcontento recita il testo dell'esposto indirizzato al sindaco Massimo Bitonci. È da segnalare che allo stato attuale chi lavora in centro non riesce a raggiungere il posto di lavoro agevolmente, in quanto l'attuale linea 9 durante il giorno marcia con ritardi dai 15 ai 25 minuti, la linea 6 è stata deviata in via Cave e la linea 12 serve solo in parte via Sono, svoltando poi in via Castelfidardo, causando molto disagio ai numerosi anziani residenti in via Sono e zone limitrofe". Concludono alcuni commercianti che hanno firmato l'esposto: «Da quando è stato soppresso il servizio dei minibus 1 e 2, l'area delle piazze si sta sempre più spo polando durante tutta la giornata, al punto che numerosi negozianti e soprattutto gli ambulanti del mercato lamentano un forte calo di clientela».
-->Corriere del Veneto 7 luglio 2015. Rovigo. --> Flashmob in strada: «Richiudete la ztl» Corso del Popolo. L'ampliamento degli orari di apertura al traffico di corso del Popolo riattiva la protesta di chi chiede la pedonalizzazione. Su Facebook è partito il tam tarn per trovarsi sabato alle ð sull'incrocio tra via Trento e via Laurenti, per dare vita a un passeggio «infinito» sulle strisce pedonali e sui marciapiedi.
-->Il Gazzettino di Padova 12 luglio 2015. Padova. --> Bus 18. Raccolte 300 firme per chiedere di ripristinare il vecchio percorso fino a Ponte di Brenta. Commercianti e residenti: «Prima di prendere simili decisione dovrebbero ascoltarci». «Bus 18: stiamo raccogliendo firme per ripristinare il percorso della linea 18 dalla zona Sacra Famiglia a Ponte di Brenta». Segue l'elenco dei negozi di Sacra Famiglia dove sono a disposizione i moduli per sottoscrivere la petizione.
Sanità
-->Il Mattino 6 luglio 2015. Padova. --> Usl 16, caro affitti: 537mila euro: i canoni per 23 immobili tra città e provincia. E intanto all'ospedale ai Colli ci sono 7 padiglioni vuoti e inutilizzati. Quest'anno l'Usi 16 di Padova pagherà quasi 537 mila euro di affitto. Una spesa obbligata visto che gli spazi negli edifici di proprietà dell'azienda sanitaria locale non sono sufficienti per svolgere tutte le attività e quindi, non rimane che ricorrere all'utilizzo di locali esterni. Via Scrovegni gestisce contratti, spese condominiali e canoni di ogni tipo per la bellezza di 23 immobili sparsi tra Padova e provincia. Nello specifico: 340 mila euro coprono gli affitti per garantire attività sanitarie, 27 mila euro servono per mantenere spazi dedicati al sociale [Nota di Padova2020: sembra un importo veramente minimo data l'importanza del "sociale"], altri 38 mila per attività varie e i restanti 132 mila euro sono impiegati in spese condominiali e rimborsi.
Sicurezza
-->Corriere del Veneto 7 luglio 2015. Padova. --> Il TAR si pronuncia sulla decisione del sindaco Bitonci di far chiudere i kekab alle 20 nella zona stazione. Di ieri la decisione del tribunale amministrativo. «È oggettivo - si legge nella sentenza - che la presenza di esercizi aperti sino a tarda ora favorisca lo stazionamento di persone di dubbia moralità, inclini a delinquere, comunque fonte di turbamento della sicurezza urbana della zona». Inoltre «la situazione, seppur non definibile come eccezionale, comunque è sicuramente emergenziale, a rimedio della quale non hanno sortito effetti gli interventi delle forze dell'ordine, ne le precedenti ordinanze assunte dal Sindaco, così come ricordate dalla difesa resistente, da cui la necessità di assumere ulteriori e diverse misure, quali sono quelle qui contestate di ridurre gli orari di apertura». La norma comunale del 2 aprile si riferiva anche a pizzerie per asporto, rosticcerie, gastronomie, gelaterie e pasticcerie nonché phone-center, internet-point, parrucchieri, estetisti e altri. I gestori di queste attività, se operanti nel quadrilateri di fronte alla stazione (le vie Eremitani, Codalunga, Trieste e Valeri), sono tenuti a chiudere alle 20 (la regola generale è quella delle 22).
-->Il Gazzettino di Padova 9 luglio 2015. Padova. --> Confesercenti: I reati contro i commercianti rispetto ai primi mesi dell'anno scorso sono calati di un meno 23,2 per cento. Registrati dall'osservatorio 504 fatti criminosi nei primi sei mesi dell'anno, 152 in meno rispetto all'anno scorso. «Atti criminosi diminuiti del 23%». In questi ultimi anni sono anche aumentate anche le situazioni di informazione e formazione, la Confesercenti per prima è scesa in campo organizzando negli anni vari incontri con i commercianti sul tema sicurezza.















































































