
A Padova è tornato il Podestà
Succede solo a Padova. Modifiche a colpi di maggioranza sullo Statuto del Comune di Padova, la nostra Carta Costituzionale.
Nel Consiglio comunale del 4 novembre si è votata una mozione anonima, non firmata da nessuno, che non era nemmeno all'ordine del giorno, senza alcun requisito formale. E il Segretario Generale, che non è un politico, bensì un funzionario pagato con i soldi di tutti i cittadini, sollecitato in merito non ha nulla da obiettare!
Quello che è accaduto durante la seduta del 4 novembre va raccontato tutto, e meriterebbe di essere riascoltato integralmente al link di "Magnetofono"
Ma per riassumere:
1- Un Presidente del Consiglio (Federica Pietrogrande) che non si comporta da arbitro come sarebbe tenuta a fare, ma per ore provoca l’opposizione e le nega la parola.
2 - Una maggioranza che approva la modifica allo Statuto, la Carta di tutti, votando contro TUTTI i 62 emendamenti dell’opposizione.
3 - Un Segretario Generale che dovrebbe tutelare tutti, ammette invece mozioni non firmate.
Evidente la mancanza totale della volontà di trovare almeno un punto comune tra maggioranza e opposizione sulle regole.
4 - Un consigliere di minoranza che, dopo 10 ore di consiglio, fa l’errore di perdere le staffe e assaltare in maniera vigorosa (e per me sbagliata) lo scranno della Presidenza.
5 - Un Sindaco che insulta un consigliere di opposizione ripetutamente.
Tutto questo era nel mio intervento, ormai all’una di notte, con la volontà estrema, di fronte a tanto sfacelo di una istituzione di cui faccio parte, di riaprire almeno uno spiraglio di dialogo.
E’ grave non trovare un punto comune almeno sulle regole, perché apre la strada alla barbarie, di cui abbiamo purtroppo avuto un assaggio durante quella seduta. Se ne esce in un modo solo e voglio sperare che siamo ancora in tempo: si trovi un accordo per cambiare lo Statuto ASSIEME, maggioranza e opposizione, e soprattutto si torni ad avere un Presidente del Consiglio arbitro e garante di tutti, non solo della maggioranza, se ne è capace, altrimenti si cambi il Presidente del Consiglio Comunale di Padova.
La strategia del “redivivo” Podestà di Padova è chiara: alimentare lo scontro e sollevare fumo attorno al nulla della sua gestione della città.
Quello di giovedì 4 novembre è stato un primo passaggio, ci saranno altre due votazioni per l'approvazione: chiediamo a tutti di sensibilizzare ed esprimere il proprio dissenso perché se nemmeno sulle regole si riesce a trovare un dialogo significa che la politica non è più il luogo di mediazione tra interessi e bisogni diversi della società, ma diventa solo terreno di conquista per il più forte del momento. L'esatto opposto del motivo per cui è stata 'inventata' la democrazia.















































































