2014.12.19Mattino

Tagli al Trasporto Pubblico Urbano:  come volevasi dimostrare. 

Sulla FUSIONE APS-Busitalia purtroppo non si torna indietro, ma almeno sia chiaro di chi è la responsabilità: ad opporci fummo solo noi di Padova2020 e il M5S. Esortiamo i cittadini che stanno protestando ad unirsi e a non lasciarsi ingannare!

Non era mai successo prima d’ora che una città intera protestasse contro i tagli alle corse degli autobus a Padova. In questi giorni lo fanno i cittadini di Brusegana, S.to Stefano, Forcellini, Terranegra per la linea 6, quelli di S.Famiglia per la linea 18, Arcella per la 16, Mortise/Torre per la 22, si raccolgono firme a Ponte di Brenta e ci sono disagi anche in via Sorio e nelle Piazze. Solo per citare le proteste più visibili, migliaia di firme sono state raccolte per i disagi soprattutto ad anziani e studenti che ora dovranno cambiare più autobus nei loro spostamenti quotidiani.

ReteArcellaViva

Rete Arcella Viva: l’unione fa la forza!

Tante associazioni, comuni cittadini e negozianti uniti per dire NO al progetto di nuovo centro commerciale di via Ticino, all’Arcella. Partecipazione e radicamento territoriale sono la forza di Padova2020; ecco una “buona pratica” da imitare.

A fine 2014 il gruppo territoriale nord di Padova2020 ha scelto di mettersi al servizio e “contaminarsi” facendosi promotore di un coordinamento dei diversi comitati già presenti nel Quartiere 2 Nord (Arcella, San Carlo, Pontevigodarzere). Tra febbraio e aprile di quest'anno ci siamo incontrati tre volte con le varie associazioni che hanno risposto positivamente al nostro appello, per conoscerci meglio e per scrivere insieme un testo che contenesse e descrivesse le nostre comuni finalità di salvaguardia del territorio del Quartiere 2 e della qualità di vita dei sui abitanti, tutti, senza distinzione alcuna.

 

Assistiamo a Padova, in questi mesi, ad una sfacciata attività di “distrazione di massa”, che vede il Sindaco nel ruolo di protagonista.

Provocazioni, ordinanze medievali, insulti, dichiarazioni che gli sono valse la censura dello stesso Vescovo Antonio Mattiazzo (oltre al biasimo dei post sulla pagina Facebook  del primo cittadino con relativi commenti dei suoi fans, che sono stati oggetto nientemeno di un editoriale sul settimanale della Diocesi La Difesa del Popolo del 12 luglio dal titolo “parole violente in libertà”), ma soprattutto comportamenti inqualificabili come farsi fotografare davanti alle abitazioni che ospitano migranti con l’indice puntato, nonché atti amministrativi, molti dei quali già aboliti dal TAR, che altro scopo non avevano che di alzare polveroni e tergiversare, anziché amministrare (ad esempio quello sull’Ebola).

Il dibattito politico viene dirottato ad arte sul tema unico dei profughi, mentre sulla teste dei cittadini si giocano ben altri interessi, vedi progetto per nuovi centri commerciali in via Ticino all’Arcella (quasi 1000 firme raccolte dalla Rete Arcella Viva non sono state nemmeno prese in considerazione dall’ultima Commissione Urbanistica), vedi nuovi parcheggi a servizio dello Iov in via Nazareth, vedi “cementificazione allegra” di aree piccole e grandi in spregio delle legittime istanze dei residenti (caso di via Buzzaccarini),  mentre Padova arretra su vari fronti, uno fra tanti la gestione PadovaFiere.

In giunta si manifestano nuovi scricchiolii e anche qualche scossone, ultimo in ordine di tempo le dimissioni dell’assessore alla cultura Flavio Rodeghiero, che è apparso recentemente poco in sintonia con il Sindaco e le cui deleghe sono state smembrate fra i colleghi Matteo Cavatton (cultura) ed Eleonora Mosco (Smart City), mentre Massimo Bitonci stesso ha trattenuto per ora la delega al Turismo. Strano che le dimissioni siano state rese proprio il giorno dopo la pubblicazione sul Corriere del Veneto di una pesante dichiarazione della presidente dell’Assoalbergatori locale, Monica Soranzo, che commentando il dossier di Federalberghi Veneto, osservava che a Padova gli alberghi sono in stallo rispetto al 2014 perché: “Siamo in mano ad un’amministrazione immobile ed insensibile alle potenzialità del settore turistico.” Chissà cosa ne pensano i commercianti, specialmente quelli del centro?

E non era ancora rimarginata la “frattura” con l’assessore Alessandra Brunetti alla quale, in diretta, durante una seduta del consiglio comunale, Bitonci aveva tolto due referati di peso senza preavviso, per darli all’ultimo arrivato Paolo Botton. Prima ancora non erano mancati i contrasti con Grigoletto, Saia…solo per citare i più eclatanti.

Intanto viene annunciato l’aumento del costo del biglietto dell’autobus: ci tocca dire “l’avevamo detto!” Quando venne votata la fusione tra Aps Mobilità e BusItalia gli unici a opporsi siamo stati noi di Padova 2020, e le motivazioni che ci spingevano ad osteggiarla erano appunto il fatto che sarebbe sicuramente aumentato il costo del biglietto a 1,50 € e pure che sarebbero diminuite le corse. E’ esattamente quello che è successo e la responsabilità è di Bitonci e dei suoi, così come del PD, che hanno votato questa fusione.

Eppure si continua a parlare d’altro, ad agitare spauracchi, soprattutto dopo che quest’amministrazione ha fatto l’impossibile per ostacolare il lavoro di cooperative e Prefettura, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti: soluzioni di emergenza, provvedimenti tampone.

Ma fomentare un clima di emergenza fa gioco a Bitonci: tanto peggio, tanto meglio! Così è più facile cavalcare l’allarme suscitato e dare la colpa addirittura a Renzi e Alfano, per preparare il terreno alla campagna elettorale prossima ventura di Salvini.

Intanto Padova resta sullo sfondo, campo di battaglia per interessi e contese che nulla hanno a che fare con i padovani, cui tocca assistere all’umiliante imbarbarimento del dibattito politico in consiglio comunale: il caso Foresta, consigliere a cui Bitonci ha rivolto un: “Vai via terrone!”, ha fatto il giro d’Italia.

Ciononostante Padova2020 è presente e continua a presidiare i temi caldi e a lavorare sul territorio, con tutte le difficoltà ma anche la libertà di un movimento fatto di persone che gratuitamente si mettono in gioco e non smettono di credere nei valori del bene comune e della solidarietà.

VENETO ANNO ZERO

Le ultime elezioni regionali sono state un passaggio fondamentale per la storia del Veneto. Ho letto molte analisi del giorno dopo, più o meno condivisibili, ma quasi sempre parziali o comunque autoassolutorie. Infatti capita raramente che nelle analisi di chi perde siano incluse le proprie colpe perché è difficile a caldo riconoscere ed individuare le proprie responsabilità. Proprio dalla parola responsabilità mi piacerebbe partire nell'analisi che propongo perché etimologicamente responsabilità ha a che fare con la capacità o meno di dare risposte.

 

Romagnoli: dalle caserme ai casermoni?

Martedì 30 giugno il Consiglio Comunale di Padova ha approvato (con l’unico voto contrario da parte di Beatrice Dalla Barba di Padova2020) una delibera di Giunta che prevede una variante al Piano degli Interventi che riguarda l’area della ex-caserma Romagnoli, con le seguenti destinazioni d’uso: residenziale (minimo il 40%), turistico- ricettiva, direzionale commerciale (massimo due medie strutture di vendita).

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