ortoVuoi saperne di più sul progetto Padova 2020 e vedere un po' di facce che sprizzano passione e grazia assoluta?

 

Non perdere, allora, lo spritz di venerdì 24 maggio all'Osteria fuori Porta, in via Aspetti 7. Dalle 19 saremo lì per incontrare i cittadini che hanno scelto di impegnarsi in un progetto di cambiamento dando vita al Comitato Padova 2020 del quartiere ARCELLA.

 

Solo per spiriti liberi :)

 

padova2020 miniatura"Il PD Padova apre a Scelta Civica. Così sembra leggendo il Mattino di Padova e il Gazzettino questa mattina.

Bene, ho pensato subito: per fare cosa? Con quale idea comune di città? A prima vista non è dato saperlo.

I giornali non parlano dei motivi, sul sito del Partito Democratico cittadino non c'è scritto niente. Non risultano maratone notturne di discussione nei circoli sulla questione, né dibattiti sulla Rete.

Per chi volesse farsi un'opinione basata su fatti o documenti non c'è possibilità, l’unico riferimento pubblico è un virgolettato sul giornale di oggi del segretario cittadino del PD.

Di fatto un 'prendere o lasciare' senza scampo.

E qualcuno ancora si stupisce che tanti vogliano le Primarie a Padova...

Ma senza primarie e senza un candidato da esse legittimato si perde. Io preferisco vincere e immagino anche chi oggi ancora voterebbe centrosinistra.

Se non altro una certezza almeno la possiamo dare: a Padova ne prossimi mesi i cittadini potranno sicuramente scegliere tra proposte diverse. Dentro il  centrosinistra.

Padova 2020' è una di queste. Non sappiamo se l'unica ma 'Padova 2020' c'è, è già in campo.

E chi parla di 'convergenze su un unico candidato' fa finta di non ascoltare. Non vuole prendere atto di questo fatto e delle decine di persone che già da settimane lavorano su questo laboratorio di partecipazione unico a Padova.

Questa volta, per la prima volta, a Padova c'è la possibilità di non dover votare per forza a scatola chiusa il candidato che passa il convento. Magari piegandosi al ritornello 'per battere la destra'.

No, perché questa volta il nemico vero non è la destra. È la crisi.

E dopo 6 anni di crisi è utile e necessario, per chi vuole mettere i bisogni dei cittadini davanto a tutto il resto, che diverse visioni della città si confrontino e grazie alla competizione si migliorino a vicenda."

 

Francesco Fiore

logo UniversitaC’è già l’Orto Botanico a Padova tra i Patrimoni dell’UNESCO. Promuovere l’entrata anche delle Mura e di Pratodella Valle nei Patrimoni UNESCO può completare il quadro e rendere la nostra città attraente e affascinante per un turismo in grande crescita: il turismo di qualità, il turismo lento, il turismo culturale.
Il progetto di veder riconosciuti Mura e Prato della Valle tra i patrimoni UNESCO è un’opzione a duplice valenza. Essa può contemporaneamente rafforzare l’identità padovana e dare una nuova prospettiva economica basata sulla conservazione, sulla bellezza e sulla valorizzazione intelligente dei beni architettonici della nostra città.
Tutto questo si potrà fare se sapremo prendere le giuste decisioni: avere le Mura e il Prato tra i Patrimoni UNESCO significa fare scelte ad esempio di urbanistica e di mobilità di un certo tipo. Attorno a questo progetto dunque la città potrà prendere l’occasione per darsi una nuova forma, più adatta al nuovo modello di sviluppo del XXI secolo basato sulla qualità, più lontana dal modello produttivista novecentesco basato sulla quantità.
Attorno a questi tesori valorizzati dall’UNESCO sarà possibile darsi un’idea di città che per svilupparsi privilegi la qualità alla quantità, la lentezza (sinonimo anch’essa di qualità) alla velocità fine a sé stessa, i saperi, le esperienze, la cultura e altri beni immateriali al consumo e spreco di oggetti. Attorno a questa scelta sarà possibile creare un’offerta turistica moderna e innovativa.
Le Mura e il Prato Patrimonio UNESCO (con tutto quello che ne conseguirà) diventeranno così il simbolo della nuova Padova post-consumismo.

logo territorioIl Parco del Basso Isonzo deve diventare un Parco Agricolo che possa configurarsi come un’area di svago e allo stesso tempo come un’area di ritrovo e di scambio per tutti coloro che a Padova decideranno di riconvertire il proprio stile di vita.
Nel Parco verranno dislocati:
- centro studi padovano sugli Stili di Vita con annesso laboratorio pratico
- laboratorio di autoproduzione dove si tengono corsi sulle tecniche di autoproduzione
- mercatino a km 0 a disposizione delle aziende della Provincia (ad esempio a quelle certifi-cate per la fornitura di prodotti alle mense comunali)
- laboratorio e centro esposizioni di buone pratiche per chi coltiva gli orti sociali e per i cit-tadini che coltivano il proprio terrazzo o il proprio piccolo giardino
- centro smistamento prodotti per i Gruppi di Acquisto Solidale cittadini (ad esempio i GAS cittadini possono utilizzare una struttura apposita del Parco come deposito dei prodotti che arrivano da più lontano, ad esempio olio dalla Puglia e arance da Calabria e Sicilia)
- aree attrezzate per le attività dei gruppi scout e giovanili cittadini
- area didattica per le scuole padovane

Il Basso Isonzo sarà il polo cittadino di ritrovo e di scambio per tutti i cittadini che si interessano o intendono avvicinarsi ai temi dell’agricoltura biologica, della produzione alimentare sostenibile, degli stili di vita e dell’autoproduzione.

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